Quado avrò sarò felice

Perché raggiungere ciò che desideriamo non sempre ci fa sentire realizzati

C'è una frase che probabilmente abbiamo pronunciato tutti, anche se ogni volta con parole diverse: quando avrò quella cosa, starò meglio.

Quando avrò un lavoro migliore. Quando guadagnerò abbastanza. Quando avrò una casa mia. Quando avrò trovato la persona giusta. Quando avrò raggiunto quella posizione, quel peso, quella sicurezza economica, quel riconoscimento.

Non c'è nulla di sbagliato nell'avere obiettivi. Desiderare qualcosa ci permette di progettare, crescere, cambiare e costruire. Il problema comincia quando, quasi senza accorgercene, spostiamo continuamente la possibilità di stare bene nel futuro.

La felicità assume allora la forma di una promessa: non adesso, ma quando...

E il paradosso è che quel “quando” può arrivare davvero.

Possiamo ottenere il lavoro che desideravamo, comprare qualcosa che aspettavamo da anni, raggiungere un traguardo importante. Per un po' proviamo soddisfazione, magari anche una grande felicità. Poi la vita riprende il suo corso e davanti a noi compare un altro obiettivo.

Quello che abbiamo raggiunto diventa normale. E ricominciamo a guardare ciò che ancora manca.

Obiettivi e valori non sono la stessa cosa

L'Acceptance and Commitment Therapy propone una distinzione particolarmente utile: quella tra obiettivi e valori.

Un obiettivo può essere raggiunto. Un valore, invece, non è un punto di arrivo: è una direzione.

Posso avere come obiettivo quello di ottenere una determinata posizione professionale. Ma posso scegliere di lavorare con curiosità, responsabilità o passione indipendentemente dal fatto che quella promozione arrivi domani, tra cinque anni o non arrivi affatto.

Posso desiderare una relazione stabile. Ma essere affettuoso, leale, presente e capace di prendermi cura delle mie relazioni è qualcosa che posso praticare già oggi.

La differenza sembra piccola, ma cambia profondamente il modo in cui viviamo.

Se tutta la nostra realizzazione dipende dagli obiettivi, la vita rischia di trasformarsi in una successione di caselle da spuntare. Se invece sappiamo quali valori vogliamo incarnare, possiamo dare significato anche al percorso che ci separa dai nostri traguardi.

Essere o avere?

Forse allora la domanda non è se dobbiamo scegliere tra essere e avere.

Possiamo desiderare una bella casa, una maggiore sicurezza economica, successo professionale, viaggiare, costruire qualcosa di importante. Avere non è il contrario di essere.

La questione è capire quale dei due stia guidando l'altro.

Sto cercando quella cosa perché è coerente con la vita che desidero costruire oppure perché penso che, una volta ottenuta, finalmente mi sentirò abbastanza?

È una distinzione sottile.

Possiamo passare anni ad accumulare risultati cercando attraverso di essi sicurezza, riconoscimento o valore personale. E magari scoprire, dopo averli raggiunti, che quella sensazione di incompletezza è ancora lì.

Perché alcune domande non trovano risposta in ciò che aggiungiamo alla nostra vita.

Richiedono di guardare come la stiamo vivendo.

Una piccola domanda da portarsi dietro

Possiamo fare un esercizio molto semplice.

Pensiamo a qualcosa che desideriamo particolarmente in questo momento e completiamo la frase:

“Sarò felice quando…”

Poi proviamo a chiederci: che cosa penso che quella cosa mi darà?

Libertà? Sicurezza? Amore? Riconoscimento? Serenità? La sensazione di avercela fatta?

E infine una domanda ancora più importante:

c'è qualcosa di quel valore che posso iniziare a vivere già oggi?

Non significa rinunciare all'obiettivo. Significa evitare di mettere la nostra vita in attesa mentre cerchiamo di raggiungerlo.

Forse la realizzazione personale non consiste nello smettere di desiderare o nell'avere meno.

Consiste nel non confondere ciò che possediamo con ciò che siamo, e soprattutto nel non rimandare continuamente la possibilità di vivere secondo ciò che per noi conta davvero.

Perché alla domanda “Che cosa voglio ottenere dalla mia vita?” può essere utile affiancarne un'altra:

“Che tipo di persona voglio essere mentre la vivo?”

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