Ansia Generalizzata

Il disturbo d’ansia generalizzata è caratterizzato da una costante e intensa apprensione e da pervasive e sproporzionate preoccupazioni associate a molte situazioni e/o eventi. Al contrario delle fobie, in cui l’ansia è riferita a un preciso stimolo, in questo caso l’ansia è “generalizzata” perché suscitata da una ampia varietà di circostanze. Le preoccupazioni, intense e difficilmente controllabili dall’individuo, interferiscono con i diversi aspetti della sua vita compromettendone il funzionamento.

Per poterne affermare l’esistenza conclamata l’individuo dovrebbe soffrire di questo disturbo, quasi tutti i giorni per almeno 6 mesi. L’ansia, le preoccupazioni eccessive e i sintomi fisici (come il nervosismo, l’irrequietezza, l’irritabilità, la tensione muscolare, l’insonnia, l’affaticabilità, i vuoti di memoria e la difficoltà a concentrarsi) dovrebbero essere pervasivi e avere cadenze ravvicinate; la difficoltà a gestire e controllare queste preoccupazioni compromette, inoltre, il funzionamento in ambito sociale, lavorativo, ecc.

Il disturbo d’ansia generalizzata interessa maggiormente la popolazione dei giovani adulti (solitamente dai 30 anni in su e donne), e presenta un andamento altalenante nel corso della vita. Se non trattato correttamente è difficile conseguire una sua remissione completa.

Sintomi

Sintomi fisici:

  • tensioni muscolari, dolori articolari

  • problemi ad addormentarsi, disturbi del sonno

  • disturbi allo stomaco, nausea diarrea

  • irrequietezza, e nervosismo

  • stanchezza

  • difficoltà a deglutire e nodo alla gola.

Sintomi cognitivi:

  • difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria

  • irritabilità

  • senso di paura

  • incapacità di controllare i pensieri ansiogeni

  • incapacità a rilassarsi

  • difficoltà di concentrazione

  • paura di perdere il controllo.

Trattamento cognitivo-comportamentale dell’ansia generalizzata

Il percorso terapeutico inizia con una valutazione clinica approfondita, volta a definire caratteristiche e intensità dell’ansia (frequenza, sintomi, evitamenti e comportamenti protettivi), insieme all’analisi dei pensieri automatici negativi, degli schemi di sé e delle modalità relazionali che contribuiscono al mantenimento del disturbo. Segue una fase di psicoeducazione, in cui vengono fornite informazioni chiare sul funzionamento dell’ansia, sulle sue manifestazioni fisiche e sul suo decorso, con l’obiettivo di aumentare consapevolezza e senso di controllo. Parallelamente, si introducono tecniche di regolazione fisiologica, come la respirazione diaframmatica e il rilassamento muscolare, per migliorare la gestione dell’attivazione ansiosa. Il trattamento cognitivo si focalizza sulla ristrutturazione dei pensieri disfunzionali, aiutando la persona a mettere in discussione le credenze catastrofiche, a valutare in modo più realistico la probabilità degli eventi temuti e a riconoscere le proprie capacità di fronteggiare le difficoltà. Vengono inoltre potenziate le abilità di coping e di problem solving, fondamentali per gestire le preoccupazioni in modo più efficace. Sul piano comportamentale, il lavoro prevede esposizioni graduali, sia in vivo sia in immaginazione, ai contenuti ansiogeni, con l’obiettivo di ridurre la tendenza all’evitamento e alla ricerca di rassicurazioni, favorendo una gestione più autonoma e funzionale dell’ansia.

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